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giovedì 30 aprile 2009

ALLA FONDERIA DELLE ARTI-MASTER CLASS CON MAX IONATA- IL 16 MAGGIO ALLE ORE 14,00



Invito alla Stampa

Fonderia delle Arti

presenta

MASTER CLASS CON MAX IONATA

Sabato, 16 maggio 2009 - ore 14,00

Fonderia delle Arti - via Assisi 31, Roma

(Roma 7/4/2009) - Il jazz - genere musicale di origine nord-americana - riscuote sempre più successo anche nel nostro paese tra i professionisti e gli amanti della musica. E' per questo che una scuola di musica innovativa come la Fonderia delle Arti propone ogni mese eventi che promuovano la cultura jazzistica, con lezioni tenute da affermati musicisti. Il 16 maggio alle ore 14,00 sarà Max Ionata ad essere ospitato presso gli spazi di Via Assisi, 31 diretti da Maurizio Boco. Tenorsassofonista tra i più importanti e apprezzati in Italia, Ionata propone la sua musica e la sua esperienza, in una master class aperta a tutti gli strumentisti. Ionata, dopo aver iniziato gli studi musicali a Pescara al conservatorio "G. D'Annunzio", ha perfezionato gli studi di jazz presso il Columbia College di Chicago sotto la direzione di William (Bill) Russo. Nella sua carriera vanta partecipazioni ai più importanti festival di jazz italiani quali Umbria Jazz, Fandango Jazz Festival, Ferrara in Jazz e altri ancora. Nel 2000 vince il premio "Massimo Urbani" per la sezione fiati e ottiene numerosi successi con il suo quartetto, conquistando il primo premio al Concorso Nazionale di Jazz "Baronissi", e il premio del pubblico al concorso internazionale "Tramplin Jazz D'Avignon", in Francia. Attualmente svolge un' intensa attività concertistica e discografica in Italia e all'estero, sia come leader che con alcune tra le migliori formazioni di jazz Italiane. Tra i musicisti con cui ha collaborato si ricordano tra gli altri Mike Stern, Bob Mintzer, Fabrizio Bosso, Hiram Bullock, Flavio Boltro e Maurizio Giammarco . Con il suo quartetto Max Ionata ha inciso "Lode 4 Joe " e "Little Hand".

Nella master class del 16 maggio, Ionata affronterà l'improvvisazione jazz moderna, e in particolare le sue personali ricerche sull'uso di tecniche melodico/armoniche che possano portare uno strumentista a fiato a pensare come un pianista, traguardo che sta molto a cuore al musicista e sul quale sta lavorando già da alcuni anni.

Prenotazione obbligatoria ai numeri 06 7842112 - 334 9182821

Ingresso: Intero €8,00+ € 2,00 di tessera associativa Ridotto (per allievi FdA) €5,00

Ufficio Stampa

Emilio Sturla Furnò – +39 338 9064482 emyesse@yahoo.it

Maria Luisa Catalano - 06 7842112 ufficiostampa@fonderiadellearti.com






Ufficio Stampa Fonderia delle Arti

Emilio Sturla Furnò
+39 338 9064482
emyesse@yahoo.it

Maria Luisa Catalano
+39 06 7842112
ufficiostampa@fonderiadellearti.com



martedì 28 aprile 2009

SalaAriberto: Gli innamorati

TEATRO BELLINI Teatro Stabile di Napoli

presentano

Daniele Russo Angela De Matteo

in

Gli Innamorati

di Carlo Goldoni

con la partecipazione di

Marcello Romolo

Adattamento e regia

Gabriele Russo

Gli innamorati è una delle commedie in cui Goldoni formalizza in maniera determinante il suo passaggio dalla Commedia dell'Arte alla Commedia di Carattere, tanto da suggerire egli stesso, nelle note che precedono la commedia, di ispirarsi a una coppia di amici frequentata in occasione del suo soggiorno romano. Partendo da questo suggerimento e usando la viva e giocosa teatralità che contraddistingue la drammaturgia goldoniana, ne è nata una messa in scena che esalta l'aspetto comico della vicenda attraverso l'aderenza totale alla situazione, agli equivoci generati da un amore giovanile mosso da immotivate gelosie, alle diverse motivazioni e urgenze di tutti i personaggi che girano intorno ai due amanti generando un vorticoso ritmo narrativo.

La scenografia è costituita da un ammasso di casse teatrali che disegnano il perimetro di una casa in decadimento, segno degli sperperi di cui è responsabile lo zio di Eugenia, Fabrizio, tanto intento a cercare di sposare la bella nipote per ricavarne una dote quanto attento a salvare un'apparenza che non ha più nulla per dirsi tale. Un testo, dunque, che fa delle bizzarrie, delle volubilità e delle insicurezze in amore un campione di dimostrazioni senza tempo, come senza tempo sono e saranno sempre le schermaglie e i guizzi di qualsiasi amore giovanile. Eugenia e Fulgenzio, i due innamorati, sono due icone, non solo come personaggi teatrali ma anche e soprattutto come simboli di un giocoso e sofferto sentimento attraverso il quale tutti noi passiamo, la gelosia!... o l'amore?

Gabriele Russo

TEATRO SALA UMBERTO

Dal 6 al 24 maggio

Dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17,30,

secondo mercoledì ore 17,00

Prezzi da 30,00 a 15,00 euro


Uff.Stampa SVS
Viola Sbragia 335 8369150

lunedì 27 aprile 2009

ROMEO E GIULIETTA - Teatro Belli

TEATRO BELLI
dal 28 aprile al 3 maggio

I TERMINI
presenta

ROMEO E GIULIETTA
di William Shakespeare

con
Piergiuseppe Di Tanno, Livia Castiglioni,
Roberto Manzi, Elisa Di Eusanio, Enzo Curcurù

adattamento di Andrea Baracco e Giulia Dietrich
Regista assistente: Giulia Dietrich
Disegno luci: Camilla Piccioni
Costumi: Emanuela Stucchi

regia di Andrea Baracco


"Che la morte non lo tocchi,
che non si porti via
questo ragazzo ingrato
che si rifiuta di coricarsi"
(Carmelo Bene)


Romeo e Giulietta è per antonomasia la tragedia dell’amore. Romeo e Giulietta è la tragedia delle morti violente e accidentali. C’è un universo adulto che osserva impassibile il dimenarsi forsennato dei propri figli che inciampano di continuo e che ogni volta, con ginocchia sempre più sbucciate e il corpo sempre più livido, si rialzano e riprendono il passo.
Romeo e Giulietta è in realtà la tragedia di Mercuzio, vero protagonista del testo shakespeariano, essere ambiguo e pornografico, né maschio né femmina , che più di ogni altro sente l’innata inadeguatezza e allora folle, rincorre versi e costruisce mondi, finché pazzo di gelosia si lancia come Aiace su una lama ben affilata. Shakespeare elimina troppo presto Mercuzio, perché egli è un intruso, perché egli è un essere monologante, perché con lui tra i piedi non è possibile alcuna tragedia. Perché è LUI ad essere la tragedia.
Romeo muore e allora Giulietta non può continuare a vivere; muore Paride, muore Tebaldo e muore Mercuzio, l’unico tra i “figli” a sopravvivere è Benvolio, colui che mai entra nei conflitti, che mai è motore o vittima delle azioni e situazioni. Benvolio è colui che osserva, che si mette a distanza e poi narra. Benvolio è l’unico tra i giovani a sopravvivere perché utile all’universo adulto, perché attraverso i suoi racconti “i grandi” vengono informati dei fatti senza tuttavia correre il rischio di partecipare ai conflitti; Shakespeare lo situa opportunamente in una dimensione “ibrida” là dove le tragedie diventano innocue, in quella soglia in cui si hanno le orecchie sul palco e gli occhi in quinta.
L’universo adulto ascolta Benvolio; l’universo adulto ascolta ma non vede le morti dei propri figli e alla fine, come in una sorta di metafora perfetta, decide di devitalizzare per sempre le giovani passioni ergendo mute statue che si lasciano osservare, su cui all’occorenza si potrà piangere e che rimarranno immobili e smetteranno, una volta per tutte, di correre dietro alla Regina Mab.
(Andrea Baracco )

TEATRO BELLI
Piazza Sant'Apollonia 11/a
00165 - ROMA
Tel. 06 58 94 875
www.teatrobelli.it

COL PIEDE GIUSTO (recensione)

TEATRO SALA UMBERTO
fino al 30 aprile

COL PIEDE GIUSTO
di Angelo Longoni


con:
Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey,
Eleonora Ivone, Simone Colombari

regia di Angelo Longoni



Appena eletto al Parlamento, Bruno, con la sua macchina di grossa cilindrata torna a casa dalla bellissima moglie per festeggiare la nomina.

Piove, è buio, la strada, fuori mano, è deserta ma Bruno è alticcio e quando, all'improvviso, un uomo attraversa la strada lo schianto è inevitabile. Bruno, preso dal panico, fugge lasciando il poveretto riverso sul ciglio della strada. Tempo dopo, colto dai sensi di colpa, cercherà la vedova dell'ucciso per offrirle un risarcimento, ma resterà lui stesso vittima di ricatti e raggiri abilmente orditi dal suo avvocato e migliore amico che da tempo mira a conquistare Anna sua moglie e figlia di un potente senatore della Repubblica.

Angelo Longoni, autore del testo, si dimostra ancora una volta, drammaturgo efficace ed attento osservatore di un'attualità inquietante. COL PIEDE GIUSTO è infatti una graffiante e cinica commedia che guarda con occhio disincantato i vizi e le debolezze di una società in cui valori, dignità ed onestà sono solo parole, una società in cui non solo la classe dirigente si pone al di sopra di ogni legalità e di scrupolo morale ma anche la classe più debole cerca di trarre ogni vantaggio possibile anche da un evento moralmente ed umanamente imperdonabile.

Il testo usa un linguaggio diretto e disarmante che mette impietosamente a nudo le anime dei protagonisti e anche quando indulge nella battuta comica, strappa, comunque, sorrisi dal retrogusto amaro.

La vicenda dipinge un quadro drammaticamente attuale, quello d'una società in cui ha la meglio il più forte, colui che gioca sporco grazie all'appoggio di amici potenti, una società in cui tutto è negoziabile, tutto ha un prezzo. In questo quadro, tuttavia, non ci sono vincitori, ma solo sopravvissuti, sopravvissuti al senso di colpa, al tradimento, alla perdita della dignità e della posizione sociale.

La scenografia, raffinata ed elegante, gioca sulle tonalità del bianco che stridono fortemente col tono scuro della vicenda, richiamando, inevitabilmente, alla memoria, la biblica citazione dei sepolcri imbiancati.

Bravi ed affiatati gli attori del cast, che vede Eleonora Ivone nella parte dell'elegante Anna, Simone Colombari, nel ruolo del debole e vigliacco Bruno, Blas Roca Rey in quello dell'infido Silvio e Amanda Sandrelli nei panni dell'opportunista vedova Elena.

La regia, dello stesso Longoni, gioca su ritmi accattivanti, su dinamiche complesse e allo stesso tempo immediate che arrivano al pubblico con il loro messaggio forte e chiaro di distaccata presa d'atto ma anche di sottile condanna. E il pubblico, giustamente, apprezza ed applaude.


(Ilda Ippoliti)

TEATRO SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50
00187 Roma
tel. 06 6794753
www.salaumberto.com

sabato 25 aprile 2009

Hellequin et Dame Luque - le nozze di Arlecchino ( recensione )

TEATRO SAN GENESIO
Produzione Teatro ricerche presenta dal 24 al 26 aprile 2009

"Hellequin et Dame Luque
le nozze di Arlecchino"
canovaccio e regia di Mario Gallo
con Mario Gallo e Rosalba Battaglia

arl_002.jpg hellequin picture by ilfoyerLa tradizione incontra l'innovazione. E' questa la chiave di lettura di Hallequin et Dame Luque, lo spettacolo di Commedia dell'Arte che Mario Gallo e Rosalba Battaglia presentano in questi giorni e fino al 26 aprile al Teatro S. Genesio.
Il canovaccio è tratto da "Il Convito delle Fate", un favolello francese del XIII secolo sui riti nuziali, legato alla realtà rurale e con chiari intenti propiziatori, in cui Arlecchino si lascia sedurre da una vecchia strega, la fata Morgana, e la sposa. La storia è solo lo spunto per una comunicazione diretta col pubblico che coinvolge ed affascina. Arlecchino rappresenta l'istinto vitale della fame, la fame di cibo e di sesso, quelle pulsioni primarie di sopravvivenza che, proprio perché comuni all'intera umanità lo rendono, da sempre, un personaggio immutabile e allo stesso tempo attuale.
Lo spettacolo è un gioco poliedrico e clownesco d'improvvisazione, di mimica e danza, è un appassionato omaggio alla cultura e alla tradizione, ad un tipo di rappresentazione che costituisce le fondamenta stesse della cultura teatrale europea.
Quella di Mario Gallo è una rilettura della Commedia dell'Arte che ricerca un equilibrio di forme e contenuti e che conquista per l'immediatezza del suo linguaggio poetico. La creatività dell'improvvisazione, la rielaborazione dei costumi più vicini alle origini medievali ma con le maschere che perdono insieme al colore nero, l'antico riferimento demoniaco, rendono questo spettacolo un affascinante divertimento ludico che, orfano di parole, lascia spazio alle magiche atmosfere della poesia e dell'immaginazione.
(Ilda Ippoliti)


TEATRO SAN GENESIO
Via Podgora, 1 – ROMA (traversa di viale Mazzini accanto al palazzo della RAI)
www.teatrosangenesio.it

Biglietto unico 10 Euro

Prenotazioni:
e-mail info@teatroricerche.com
cell 339 3841465 anche via sms
www.teatroricerche.com

venerdì 24 aprile 2009

BAMBINI (recensione)

TEATRO DE' SERVI
dal 21 aprile al 10 maggio 2009
Ass. Cult. Michele La Ginestra presenta
BAMBINI
di Adriano Bennicelli e Michele La Ginestra
con
Francesca Baragli, Manuela Befani, Massimo De Giorgio, Vania Lai
Claudia Campagnola, Andrea Martella,
Ermenegildo Marciante,
Marzia Turcato
e con la partecipazione straordinaria di Lorenza Guerrieri
e Alessandro Marrapodi
regia di Michele La Ginestra
La premiata ditta La Ginestra & Bennicelli, colpisce ancora e come al solito fa centro. In questi giorni, al Teatro de' Servi, va in scena, Bambini, un tenero, agrodolce tuffo nel mare dei ricordi e dei giorni felici (?) dell'infanzia e dell'adolescenza.
Annibale, trentasettenne metodico e noioso ingegnere del catasto, scapolo convinto ed irriducibile con la sindrome di peter pan, vive ancora con la madre e la sorella che organizzano per lui una festa di compleanno a sorpresa.
Annibale ritrova i vecchi amici e con loro anche le atmosfere perdute del passato, i desideri, i sogni rimasti tali,e la consapevolezza che il tempo, ingannatore, li ha lasciati indietro, con il cuore e la mente ancora legati alle spensierate dinamiche infantili.
Si balla su vecchi, intramontabili motivi, si scherza, ci si prende un po' in giro, si gioca come alle feste ai tempi della scuola e tutti si lasceranno coinvolgere nell'immancabile "gioco della verità" che, però, farà prendere alla festa una piega inaspettata.
Si diventa adulti all'improvviso, dicono i protagonisti, scoprendo sentimenti, amori, sogni, traumi mai confessati e si rendono conto di non essere poi così diversi dai loro genitori, i "grandi" ai quali, allora, non avrebbero mai voluto somigliare. La storia, quindi, si ripete. La vita è una ruota che gira e che prima o poi viene a reclamare i suoi tributi di maturità e responsabilità.
Buona la performance dei dieci attori del cast (numero abbastanza insolito per la drammaturgia moderna) tra i quali brillano per naturalezza interpretativa Claudia Campagnola, Vania Lai e Marzia Turcato. Forse un po' troppo marcata la caratterizzazione del personaggio di Annibale che, a tratti, assume i toni della macchietta; un meritato plauso va infine alla bravura di Lorenza Guerrieri, nel ruolo della simpaticissima mamma ex sessantottina di Annibale che non ha mai smesso di sognare la felicità.
La scenografia semplice e multicolore, fa pensare quasi a un disegno infantile dai contorni non ben definiti, ambiente, quindi, che ben si adatta ad un gruppo di eterni peter pan quali sono i protagonisti della storia.
Tenero, divertente e poetico, Bambini, diretto dallo stesso Michele la Ginestra, è un testo che tocca le corde del cuore con leggerezza ed ironia, lasciando in bocca l'aroma dolce delle cose passate ma mai veramente perdute. Piacerà ai quarantenni ma anche a coloro che, a prescindere dall'età, sanno mantenere sempre vivo dentro di sé, il fanciullino di pascoliana memoria.
(Ilda Ippoliti)
TEATRO DE' SERVI
via del Mortaro 22
00187 Roma
tel. 06 67.95.130
info@teatroservi.it

giovedì 23 aprile 2009

Appello della Compagnia "il Draghetto" de L'Aquila

giovedì 23 aprile 2009

Appello della Compagnia "Il Draghetto" di L'Aquila

giovedì 23 aprile 2009

Cari amici,
sono Mario Villani della compagnia teatrale Il Draghetto di L'Aquila e dopo i primi giorni di smarrimento in cui tutti ci siamo trovati ho pensato di scrivere queste righe per raccontare cosa ci è successo con il terremoto del 6 aprile

Il Draghetto è nato a L'Aquila nell'ottobre del 1989, quindi tra qualche mese compirà venti anni di attività, e dà lavoro stabile a sette persone, coinvolgendone un'altra decina in progetti occasionali. Siamo presenti sul catalogo ETI del teatro ragazzi dal 1995, tra le compagnie non finanziate, e lavoriamo soprattutto in Abruzzo, pur collaborando con diverse altre compagnie in Italia. Ci occupiamo di teatro per ragazzi, di teatro di strada e di formazione teatrale e oltre a produrre spettacoli e a organizzare rassegne attiviamo ogni anno una sessantina di laboratori nelle scuole delle province di L'Aquila e Teramo.

Il terremoto ci ha duramente colpito, come tanti altri nostri concittadini, sia a livello personale che a livello professionale. Per fortuna nessuno di noi ha avuto lutti tra i parenti più stretti, ma tutti abbiamo perso amici, purtroppo anche intimi, e alcuni hanno perso casa e/o attività familiari.

Il nostro spazio, il Teatro Dedalus, che si trovava in pieno centro storico, è andato distrutto e anche il nostro magazzino è attualmente sepolto dalle macerie. Dedalus era uno spazio privato da noi affittato nel 1999 e ristrutturato per ospitare oltre agli uffici e alla sala prove, i nostri corsi, alcune rassegne teatrali, seminari a vario livello e negli ultimi due anni anche la sede della nostra scuola di teatro di strada A Testa in Giù.

Con il terremoto abbiamo perso gran parte delle attrezzature, delle scenografie, tutti i nostri amati pupazzi giganti, e poi fari, casse, costumi, computer. si sono salvati due spettacoli "e mezzo" che erano caricati nel furgone e il furgone stesso (almeno quello, per fortuna.)

Il Draghetto non ha finanziamenti pubblici: i contributi concessi saltuariamente da alcuni enti locali per manifestazioni o progetti specifici non hanno mai nemmeno raggiunto il 10% del nostro fatturato totale che è sempre stato costituito dagli incassi e dai cachet dei tanti spettacoli, laboratori e progetti.
Quindi, come dire. tutto quello che abbiamo perso lo avevamo costruito "di tasca nostra", come tante altre compagnie simili a noi, dall'affitto e dalle attrezzature del Teatro Dedalus fino all'ultima prolunga.
Siamo sempre stati fieri & felici di andare avanti solo grazie al nostro lavoro, con il contatto diretto tra noi e gli "utenti" finali soddisfatti delle nostre proposte: scuole, famiglie, comuni, enti locali, altre compagnie...
Ora però il territorio dove lavoriamo è duramente provato: scuole chiuse, spazi inagibili, amministrazioni comunali con pesanti problemi economici, famiglie senza casa. Gli spettacoli della stagione estiva che stavamo programmando in Abruzzo, così come i laboratori teatrali già avviati nelle scuole, sono fortemente a rischio, ed è questo il danno che ci preoccupa di più.

Ci rimangono gli amici e colleghi. tanti ci stanno già aiutando e siamo grati a chi ci ha telefonato, scritto, chiamato, chiesto come stavamo e cosa ci poteva servire.

Ecco allora il nostro piccolo APPELLO:

Se volete darci un aiuto, se potete e avete voglia, chiamateci a rappresentare i nostri spettacoli nelle vostre rassegne e programmazioni.
I pupazzi, i costumi e le strutture del nostro teatro di strada per ora non ci sono più, ma "Luna sulla Luna", il nostro cavallo di battaglia dal 1995, è salvo e può garantire un'ora di divertimento al vostro pubblico come ha già fatto per mille e più repliche in questi ultimi quattordici anni. Sono disponibili anche "Principessa in salsa verde" e tra poco "La bizzarra storia del mio frigorifero". Pigna la Scimmia (alias Isabella Nardis) sta bene!

Vogliamo ricostruire le nostre vite, la nostra città e il nostro teatro con il nostro lavoro, con la nostra passione e "with a little help from our friends" :-)
Sarà un lavoro piuttosto lungo e faticoso, ma intanto siamo vivi e non siamo soli.

Grazie a tutti, il nostro sito è http://www.draghetto.it/ e ci trovate anche su Facebook come Draghetto Teatro.
Il mio cellulare è 347 3814182.

Buon lavoro a tutti, e grazie! Fate girare questa lettera se potete.

Mario Villani

mercoledì 22 aprile 2009

RISOTERAPIA-ACCADEMIA COMICO ROMA CORSI TEATRO

Essere in armonia con gli altri e accrescere la propria autostima, conoscere i propri limiti e saperli trasformare in punti di forza, avere un atteggiamento positivo nei confronti della vita, possono essere obiettivi raggiungibili attraverso l'esercizio delle proprie potenzialità umoristiche.
Il Corso di Risoterapia dell’ Accademia del Comico, l’unica Scuola in Italia specializzata nell’ insegnamento dei linguaggi della Comicità,
è un viaggio dentro noi stessi, la nostra creatività e la nostra capacità di “sdrammatizzare” i conflitti e i problemi quotidiani imparando a liberare il nostro Clown, a ridere, a far ridere e a vivere meglio.

dal 13 Maggio al 1 Luglio
Risoterapia
gestione e risoluzione
dei conflitti e dei problemi
corso serale
benessere
docenti
Peter Ercolano
partner di Jango Edwards
Max & Francesco Morini
Programma:
Attraverso la partecipazione ad esercizi, giochi, improvvisazioni e performance ogni allievo
impararerà a "liberare" il proprio Clown ed a utilizzare la propria creatività umoristica
come risorsa per il proprio benessere.
Occhio comico, Senso dell' Umorismo e Umorismo
Sblocco condizionamenti e “corazze” caratteriali
La dimensione del gioco
La nascita del proprio Clown
La deformazione comica della realtà
Iperboli e paradossi
La creatività “anticonformista”
Trasformazione del negativo in positivo
Distacco emotivo dalla problematicità del quotidiano
Allontanamento dello stress
Gestione dei conflitti e dei problemi
Gestione dei rapporti sociali conflittuali
Attacco e difesa
Ironia ed autoironia
Satira e parodia come sublimazione dell’aggressività
Autostima ed equilibrio
Liberare e far vivere il proprio Clown nel quotidiano
per info ed iscrizioni:
Accademia del Comico Roma
direzione Max & Francesco Morini
3471222239
www.morinibros.it

martedì 21 aprile 2009

Porto Venere: Stage con Barbara Altissimo - maggio 2009

Stage residenziale di teatro danza e creatività esperienziale
a cura di Barbara Altissimo 14-17 maggio 2009 Porto Venere (SP) (Per la partecipazione non sono richiesti particolari requisiti fisici e/o vocali)

"Il corpo racconta l'Anima, con il suo DNA, con i suoi movimenti interni, i suoi buchi, le sue screpolature e i suoi arcobaleni in un equilibrio a volte precario e a volte urlato. Attraverso la creatività sfioriamo spazi intoccabili e onoriamo la nostra vita rendendola una opera d'arte." Un laboratorio esperienziale che si propone di sviluppare l'ascolto e la consapevolezza del corpo come strumento di presenza e osservazione per indagare le infinite possibilità espressive. Il lavoro si articola su piani complementari:


pratica dell'ascolto e della consapevolezza tramite l'utilizzo del corpo
apprendimento di un training sano e rivitalizzante
presenza, movimento e danza
sviluppo delle capacità espressive
pratica dell'improvvisazione come strumento d'indagine
valorizzazione di ciò che già c'è
esperienza di creazione di un atelier

Gli stage sono rivolti a danzatori, attori ed a chiunque sia interessato a questo tipo di ricerca. Gli stage residenziali si svolgeranno in un ampia struttura sul mare circondata dal verde ed a contatto con la natura. Il pernottamento è previsto presso il nuovo Ostello di Porto Venere in camere multiple (max 6 posti) con bagno interno.


Vedi modalità di partecipazione e iscrizione nel modulo allegato Info e contatti: tel: 333 7928774 - info@liberamenteunico.it

Barbara Altissimo

Studia danza classica e contemporanea (Graham, Limòn, Tip-tap, tecnica Duncan) in Italia, negli Stati Uniti, in Francia e in Germania. Approfondisce in un secondo tempo l'aspetto terapeutico dell'uso corretto del corpo (Pilates, Feldenkrais, Bioenergetica, Movimento-terapia), studia e approfondisce l'uso della voce come strumento espressivo e si diploma in Musical Theatre all'A.M.D.A. di New York. È naturopata, master in Bioenergetica, diplomata presso l'Istituto Riza Psicosomatica di Milano. Lavora in America e in Italia come performer, coreografa e regista (Teatro dell'Opera di Roma, Compagnia Valeria Moriconi, La Thea Theatre New York, Offenrich Company, Clemente Pernarella, Piccolo Teatro Regio, C.T.B., Aran Endemol per Canale 5, Carlo Boccadoro, Azio Corghi, Accademia Chigiana, Teatro Archivolto, Michael Nyman…). Dopo l'esperienza statunitense lavora per un lungo periodo come assistente e coreografa per il Teatro di Dioniso di Valter Malosti e Michela Cescon. Dal '96 alterna all'attività di produzione un'intensa attività didattica presso vari enti fra i quali il Centro Ricerca Teatrale Universitario/ Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Torino, il corso di perfezionamento per attori del Teatro di Roma diretto da Luca Ronconi, il Festival di Portovenere, l'Università La Bovisa/Milano. Intraprende negli ultimi anni un percorso di ricerca con particolare attenzione allo sviluppo e crescita delle potenzialità umane ed al corpo quale principale strumento espressivo e di indagine.

LiberamenteUnico

Nasce da un'idea di Barbara Altissimo, come "centro" di formazione di teatro, teatro-danza, movimento e tecniche corporee, rimanendo per scelta una struttura in continua evoluzione e mutamento. L'attività si struttura su diversi fronti: formazione, produzione e ricerca intesa come contenitore d'idee e progetti creativi che ne diversificano l'attività. Un'associazione culturale che propone attraverso seminari esperienziali un modo di essere e di formare rispettoso dell'individuo e della sua unicità, per sviluppare l'autenticità di ogni singolo essere umano. Un luogo dove poter sperimentare, conoscere, giocare. L'esigenza è di indagare il pianeta umano, per un teatro che muove dagli impulsi che maggiormente hanno bisogno di raccontarsi utilizzando e affrontando linguaggi espressivi diversi, ma in cui il corpo ed il movimento, per la qualità di verità, diventano i veri protagonisti. Sono quattro le "creazioni" di Barbara Altissimo a cui partecipano attori, ballerini e non : "Io e Blu" (agosto 2000, con il sostegno del Comune di Portovenere); "Rosetta fu" (giugno 2003, con il sostegno del Comune di Montalto Dora e della Provincia di Torino e nuovo allestimento febbraio 2008 con il sostegno della Città di Torino, Sistema Teatro Torino e Regione Piemonte) "Glamour Express" (dicembre 2005, con il sostegno del Comune di Torino e del Sistema Teatro Torino), "Per Sempre" (marzo 2007, con il sostegno del Sistema Teatro Torino e Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma, spettacolo ospite del programma della Fondazione Teatro Stabile Torino 2006/2007).


www.liberamenteunico.it - www.myspace.com/liberamenteunico - info@liberamenteunico.it

CLUSTER & Fabio Mariani Group in concerto - Auditorium Parco della Musica

GENERAZIONE X
In collaborazione con Repubblica/Roma La Vostra Musica

CLUSTER

Guest: Fabio Mariani e il FABIO MARIANI GROUP

in concerto

Guest: Fabio Mariani e il FABIO MARIANI GROUP
DOMENICA 10 MAGGIO TEATRO STUDIO ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Arcimboldi: in scena "Shock"

DANZA. AGLI ARCIMBOLDI VA IN SCENA "SHOCK"
Finazzer Flory:
"Spettacolo anticonformista contro gli stereotipi del vivere quotidiano"


Milano, 2i aprile 2009 – "Declinare il contemporaneo, chiedersi cosa significhi conformismo anche in campo culturale, sospettare che vi siano ancora ideologie che si nascondono dietro i vizi e le virtù. Partendo da queste premesse, è nostro dovere sostenere quei progetti che hanno l'obiettivo di scardinare i pregiudizi e gli stereotipi di cui siamo vittime e su cui alcuni di noi fanno perverso business. E' questo il senso di Shock".

Lo ha detto ieri mattina l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory intervenendo alla presentazione dello spettacolo di danza "Shock", in programma al Teatro degli Arcimboldi il 25 e il 26 aprile. Lo spettacolo, che è patrocinato dall'Assessorato alla Cultura e rappresenta una delle proposte per le Giornate della Danza 2009, è del regista Andrea Forte.

Il cast è composto da numerosi danzatori che si sono formati alla scuola di ballo del Teatro alla Scala e che interpreteranno melodie composte da Stefano Sanpietro. Ornella Vanoni canterà due brani, uno sulle musiche di Sanpietro, l'altro del maestro Alberto Soresina.

"Penso che si possano lasciare i peccati alle spalle – ha detto la Vanoni -. Certo, io ho peccato spesso di gola e di lussuria, ma non ho mai sofferto di invidia, d'avarizia e di superbia. La fede e la creatività sono oggi la mia forza".

Un grande cervello, al centro del palco, rappresenta la cristallizzazione dei vizi capitali dell'uomo. Da questa struttura scenica usciranno i ballerini per interpretare i nove "quadri danzanti" dello spettacolo, nove perché ai sette peccati capitali (accidia, ira, invidia, superbia, lussuria, avarizia e gola), si aggiungono la paura e l'inganno. L'intervento della forza creativa li trasformerà in virtù.
Dopo la rappresentazione dei singoli vizi, Shock continua con tre danze corali dedicate alla morte, alla creatività e alla vita. Nove sono anche i "corti" ideati da Andrea Forte e Fabrizio Mantica e realizzati da Massimo Volta, che saranno proiettati nel foyer degli Arcimboldi.
Ma Shock supera i confini degli Arcimboldi ed entra nel tessuto urbano milanese. Dal 19 marzo, infatti, in largo La Foppa è allestito un grande cervello in ferro e vetroresina, simile a quello dello spettacolo, realizzato dall'artista milanese Davide Pazzaglia.


Biglietti: da 18 a 38 euro (+ prevendita)
previste riduzioni per gruppi, giovani ed anziani
Prevendita: Teatro Arcimboldi
Circuito online TicketOne (www.ticketone.it)
Informazioni: tel. 02 64.11.42.212
www.teatroarcimboldi.it

lunedì 20 aprile 2009

Vita morte e miracoli del 1799 regia di Duccio Camerini

dal 21 aprile al 10 maggio 2009 mart/sab ore 21.30 dom ore 18

Teatro dell'Orologio via de' Filippini 17a - Roma

per info e prenotazioni 06/6875550 -torologio@alice.it

1799-2009:in Italia tutto è cambiato, niente è passato

La Casa dei Racconti

in collaborazione con Cubatea

presenta

Alfonso Sessa

In

Vita morte e miracoli del 1799

di Alfonso Sessa

Regia

Duccio Camerini

Napoli, 1799.

Sangue, morti, una tragedia.

Ma Napoli è in Italia e le tragedie in Italia, a volte, fanno ridere.

Perché "tragedia" dalle nostre parti può significare "paradosso".

Dieci anni dopo la rivoluzione francese, uno sparuto gruppo di intellettuali, poeti e giuristi si rivolta contro Ferdinando IV di Borbone: peccato che il re fosse troppo ignorante per avere paura di loro. La nobildonna Eleonora Pimentel fonda il "Monitore Napoletano", il primo giornale di Napoli: peccato che la stragrande maggioranza del popolo fosse analfabeta.

Mario Pagano, eminente giurista, scrive il primo trattato costituzionale della Repubblica partenopea: peccato che i napoletani fossero monarchici.

Domenico Cirillo, medico e professore universitario decide di curare le ferite dei lazzari: peccato che fossero già in cancrena. Francesco Caracciolo, ex ammiraglio della flotta reale, si mette al timone per intraprendere un folle volo nelle tumultuose acque della libertà: peccato che il mare del golfo l'inghiottì prima di salpare.

L'unico miracolo del 1799 è la liquefazione del sangue di San Gennaro.

Il sangue dei lazzari, invece, è rimasto un grumo duro: una grossa pietra che, ancora, ci fa inciampare.

Una storia raccontata con disincanto e ironia, attraverso un'affabulazione di basiliana memoria dove la lingua è "'ndruppecosa, scurnacchiata, cazzimmosa, chiena chiena 'e lutamma" come il ventre di Napoli. La lingua di Neapolis è un fuoco d'artificio: delizia gli occhi quando appare, ma dopo resta la puzza della polvere.

"Vita morte e miracoli del 1799 è uno spettacolo necessario, è il testo più impietoso e ferocemente divertente che ho letto sul mondo di oggi, il 1799 non deve infatti ingannarci: la Napoli qui raccontata è la nostra Italia malata. Alfonso Sessa è il primo attore con cui metto in scena un monologo dopo il mio Mondo Secondo con Chiara Noschese. È passato qualche anno, ma valeva la pena aspettare".

Duccio Camerini



SCUSA SONO IN RIUNIONE, TI POSSO RICHIAMARE? (recensione)

scusa_locandina.jpg scusa sono in riunione picture by ilfoyerLa Bilancia presenta
TEATRO MANZONI
dal 14 aprile al 10 maggio 2009
SCUSA, SONO IN RIUNIONE, TI POSSO RICHIAMARE?
scritto e diretto da Gabriele Pignotta
con Gabriele Pignotta e Fabio Avaro e con Cristiana Vaccaro, Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza
Scusa sono in riunione, ti posso richiamare? è una commedia attualissima e divertente che ironizza, con acutezza e grande senso dell'umorismo sui ritmi frenetici di un'esistenza ormai dipendente dalla tecnologia che non lascia spazio ad un normale e sano vivere i rapporti umani. Schiavi del telefonino e degli impegni professionali, quattro trentacinquenni, si ritrovano dopo dieci anni in occasione della morte di un loro amico ex compagno universitario. Per volontà testamentaria di quest'ultimo i quattro si trovano a passare qualche giorno insieme in una villa sul lago e dopo i primi imbarazzati momenti riaffiorano i ricordi e le considerazioni sui sogni e i progetti non realizzati della loro vita una volta piena di speranza nel futuro. Tutto sembra procedere per il meglio quando un colpo di scena li precipiterà tutti in una situazione sorprendente, grottesca e surreale, in un turbinìo di bugie, di equivoci e di gag irresistibili ed esilaranti.
Gabriele Pignotta replica quindi i successi di "Una Notte Bianca", e di "Ti sposo ma non troppo" dimostrandosi, ancora una volta, oltre che bravo interprete e abile regista anche straordinario autore teatrale. Il testo, intelligente e spassoso con un ritmo incalzante e travolgente, critica in modo graffiante la società odierna, con le sue dinamiche alienanti e la sua progressiva e inesorabile perdita di valori ma lo fa con spirito allegro e scanzonato coinvolgendo il pubblico che risponde calorosamente con meritati applausi a scena aperta.
Ottima anche la prova degli altri bravissimi interpreti Fabio Avaro, Ilaria Di Luca, Cristiana Vaccaro e Andrea Gambuzza che offrono impeccabili ed esilaranti caratterizzazioni dei loro personaggi dimostrandosi una squadra affiatata e vincente.
Un doveroso plauso va anche a Tiziana Liberotti per la bella e funzionale scenografia.
"Scusa sono in riunione, ti posso richiamare?" è uno spettacolo che merita e Pignotta è un giovane autore di qualità, con buona pace di chi dice che oggi non c'è più chi sappia scrivere per il teatro.
(Ilda Ippoliti)
TEATRO MANZONI
Via Monte Zebio, 14/c 00195 Roma Tel. 06.32.23.634
www.teatromanzoni.info

martedì 14 aprile 2009

Teatro. Giornata internazionale della Voce dedicata a Franco Parenti a vent’anni dalla morte

TEATRO.
GIOVEDÌ LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA VOCE DEDICATA A FRANCO PARENTI A VENT'ANNI DALLA MORTE

Milano, 14 aprile 2009 - L'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e il Teatro Franco Parenti organizzano per giovedì 16 aprile, alle ore 20.45, al Teatro Franco Parenti (via Pier Lombardo 14), la "Prima giornata italiana dedicata alla Voce" collegandosi all'iniziativa di The American Academy of Otolaryngoly-Head and Neck Surgery e Voice Foundation.
La manifestazione si avvale della collaborazione scientifica della foniatra Silvia Magnani e dell'Archivio Storico Contini.

La serata sarà una sorta di percorso presentato al pubblico come un'avventura alla scoperta della vocalità, un viaggio attraverso una cornice narrativa che prevede la coniugazione di elementi scientifici con elementi artistici. La scienza verrà messa al servizio dell'arte e aiuterà a spiegare come la voce si adatti ai contenuti e alle forme e come il fascino di questo strumento straordinario, che è appunto la voce umana, venga arricchito dalla conoscenza delle sue modalità di prodursi.
Tre sono i "sentieri" proposti: La voce è il suono dei nostri pensieri; Etica dell'ascolto e Voce come energia.

Alla serata partecipano Marco Contini, conservatore di voci e strumenti fonografici che porterà i contributi vocali di Sarah Bernard, Filippo Tommaso Marinetti, Marilyn Monroe, Ferravilla e Marlene Dietrich attraverso tre fonografi dal 1904 al 1915, Rosalina Neri (cantante e attrice), Piero Mazzarella (attore), Roberto Balconi (falsettista).

Introduce Andrée Ruth Shammah, che ricorderà Franco Parenti a cui è dedicato lo spettacolo nel ventennale della scomparsa.
Anna Maria Guarnieri e Luciano Virgilio leggeranno alcune pagine che sottolineano la particolarità vocale dell'indimenticato attore e regista milanese, mentre Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura Comune di Milano, condurrà la serata.

Ingresso libero.

Per informazioni: 02-59995219
02-59995217




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Redazione www.CorrieredelWeb.it

AGENZIA CUORI SMARRITI, dal 7 al 17 maggio al Teatro Euclide Punto&Virgola torna a farvi ridere con una commedia esilarante!

Dal 7 al 17 maggio 2009
Punto&Virgola presenta
AGENZIA CUORI SMARRITI
di Cristina Pernazza

TEATRO EUCLIDE
Piazza Euclide, 34/a
Roma

Si tradisce piu' per trasgressione, per abitudine o soltanto per evadere da una noiosa routine? O magari per ripicca, e per quel bisogno - insito sotto sotto in ogni essere umano - di vedere sempre confermato, ed immutato nel tempo, il proprio fascino seduttivo? Senz'altro si puo' tradire per tanti, tantissimi motivi, e tutti sono presenti nella commedia che Punto&Virgola proporrà nel prossimo mese di maggio al teatro Euclide di Roma.

"Agenzia Cuori Smarriti", scritta da Cristina Pernazza e diretta da Paolo Mellucci, non è nuova sulle scene teatrali romane, poichè è già stata proposta al pubblico molte stagioni or sono, sia pur con differenti cast, regia e direzione artistica. Rivisitata in chiave piu' moderna, ma sempre ambientata nei "favolosi" anni '60, oggi è una commedia dal ritmo incalzante e irresistibile, che utilizza tutti i trucchi, le gags, gli equivoci, i rossori e i battibecchi propri di un tipo di teatro nato essenzialmente per divertire, pur volendo al tempo stesso evidenziare i vizi e le ipocrisie di una società che - oggi come in tutte le epoche - è dannatamente attenta a tenere in piedi ed a difendere la sua facciata perbenista, nascondendo sotto il tappeto le ceneri di rapporti ormai sgretolati e privi di senso.

E' di scena dunque una piece aggrovigliata ed esilarante, nella quale si intersecano diverse trame amorose, che progressivamente metteranno a nudo equilibri familiari decisamente precari; la comicità scaturisce dall'esasperazione di tutte le situazioni, in un intreccio implacabile "di corna" che cesserà nel gustoso ed imprevedibile finale, quando tutti gli "altarini" finalmente si sveleranno, andando a "colpire" - paradossalmente - proprio chi è meno "colpevole" di tutti... (Stefania Ninetti - Ufficio stampa)

con:
Cristina Pernazza - Lavinia Lalle – Vito Santarsieri – Tony Capobianco
Tiziana Liberato - Andrea Baglio – Eleonora Greco
Giannunzio Affinita – Maria Grazia Bordone - Fabrizio Mascolo
Germana Piantone – Stefania Ninetti - Gaetano Esposito
Mauro Lorenzini - Lina Califano – Massimo Latini


REGIA: PAOLO MELLUCCI

DIRETTORE DI SCENA: Marco Zorzetto;
SCENOGRAFIE: Tania Cipolla e Tiziana Iannuzzi;
ASSISTENTE DI SCENA: Barbara Ninetti;
CONSULENZA MUSICALE: Maurizio Bonardo;
GRAFICA: Cristina Pernazza; FOTO DI SCENA: Pierpaolo Redondo;
SARTORIA TEATRALE: Bice Minori; UFFICIO STAMPA: Stefania Ninetti;
TRUCCO E PARRUCCO: P&V; SUPPORTO TECNICO: Dunja Juric;
SEGRETERIA E PROMOZIONE: Marco Lucarelli


Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20,45
domenica ore 17,15


Biglietti: intero euro 18 - ridotto euro 14
Siti internet:
http://www.puntoevirgola.eu/
www.myspace.com/ctpuntoevirgola

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lunedì 13 aprile 2009

Unitre Teatro - Sala Ariberto: Uomo e Galantuomo.17 e 18 aprile h 20.45





UNITRE TEATRO - SALA ARIBERTO



Via Daniele Crespi 9 – MILANO

(MM2 S. Agostino, tram 2-14)


Venerdi 17 e Sabato 18 Aprile 2009 h 20.45

La Compagnia Amici di Gastone

presenta

"Uomo e Galantuomo"

commedia in tre atti di Eduardo De Filippo


Regia di Stefano Esposito

Intero: 10 € Ridotto: 8 €

web: http://compagniadiproteo.spaces.live.com/; www.ferrucciomasci.com; e-mail: compagniadiproteo@hotmail.com;

Tel 02 6081800



presentando la stampa della presente mail alla cassa al momento del ritiro dei biglietti avrai diritto al biglietto ridotto

Cordiali saluti

Compagnia di Proteo

Ferruccio Masci tel. 02 6081800

http://compagniadiproteo.spaces.live.com/
www.ferrucciomasci.com

La Compagnia di Proteo



Teatro Agora': "Vecchi tempi" di Harold Pinte



L' Associazione Artistico Culturale "Pegaso" presenta

"VECCHI TEMPI" di Harold Pinter

Regia di Gennaro Paraggio

Dal 28 Aprile al 3 Maggio 2009 - Ore 21.15, Domenica ore 19.00

Teatro Agorà 80 – via della Penitenza 33, Roma – tel. 06 6874167

Con: Maura Bonelli (Kate), Mario Fazio (Deeley), Giuliana Meli (Anna)

Aiuto regia: Mario Fazio

Biglietto: intero 14 €, ridotto 12 €, CRAL 10 € (inclusa tessera associativa)

A soli tre mesi dalla scomparsa del premio Nobel Harold Pinter, l'associazione "Pegaso" porta in scena a Roma una delle sue opere più complesse, dai contenuti ambigui e velatamente audaci, per la presenza di un amore saffico e di un menage a trois mai apertamente dichiarati.

In associazione allo spettacolo, la prima edizione del concorso d'arte "ART ON STAGE", dal titolo "Oltre lo specchio". Gli artisti selezionati avranno la possibilità di esporre a rotazione le opere "on stage" - sul palco, come parte della scenografia - durante le serate della messinscena. Al vincitore, un viaggio in Europa per due persone.

SINOSSI E NOTE DI REGIA

"Vecchi tempi" è una delle opere più complesse di H. Pinter (Premio Nobel per la letteratura). Scritta nel 1970, ha avuto pochissime rappresentazioni ed ogni critica che la riguarda non include mai un punto fermo, un'interpretazione chiara. Questo perché Pinter riesce a scavare nell'animo dei personaggi in modo così profondo da "scoprire il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni" (motivazione per cui è stato insignito del Nobel).

I protagonisti assoluti sono il tempo e il ricordo, che si impossessano della vita degli unici tre personaggi.

Anna e Kate sono state molto amiche quando avevano circa 20 anni. Dividevano la stessa casa e la loro giovinezza si è sviluppata vivendo alla giornata e frequentando tutti gli ambienti intellettuali di Londra; dai teatri ai concerti alle gallerie d'arte. Per Anna, Kate è un'amica da viziare e coccolare ma è anche una bellissima ragazza per la quale nutre, forse, una sorta di innamoramento. Il legame tra le due è talmente forte che Anna arriva ad immedesimarsi del tutto nell'amica, a rubarle i vestiti, la biancheria, la sua gioia di vivere, i ricordi.

Trascorrono dieci anni da questi fatti e Deeley e Kate si ritrovano nella loro casa di campagna ad attendere la visita di Anna ed è da questo momento che il testo prende il via. I tre si relazionano su diversi livelli ma alla base c'è un gioco erotico, una sensualità che da Anna si propaga verso Kate e Deeley.

Come accade nella maggioranza delle opere di Pinter, i personaggi si muovono all'interno di ambienti domestici, fumano, portano avanti dialoghi serrati che, per Anna e Deeley, rappresentano veri e propri duelli in cui il trofeo è Kate.Grande forza assumono, tra le rapide battute, i lunghi monologhi in cui emerge il cardine del testo: il ricordo. Ogni personaggio ha dei ricordi differenti, propri, pur riguardanti gli stessi fatti e ciò ci impedisce di capire cosa sia accaduto veramente. D'altronde fu lo stesso Pinter a dire che "quando ci guardiamo allo specchio stiamo in realtà guardando una serie infinita di riflessi"...

Giuliana Meli

Per informazioni sul concorso d'arte "ART ON STAGE – Oltre lo specchio": www.d-mood.com

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Creazioni moda - www.estelfashion.com

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Jambo Viaggi e turismo

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UFFICIO STAMPA: D-mood - www.d-mood.com

Giuliana Meli - tel. 347 0840471 – g.meli@d-mood.com

Maura Bonelli - tel. 338 4253503 - m.bonelli@d-mood.com


domenica 12 aprile 2009

ARRIVEDERCI ANTIGONE (recensione)

arrivederci_antigone2.jpg picture by ilfoyerTeatro Lo Spazio.it

dal 7 al 19 aprile

"Arrivederci Antigone"
di Jessica Bonanni

con
Pia Engleberth, Maude Bonanni,
Annalisa Dianti Cordone,
Aglaia Mora, Maria Teresa Pintus

musiche
Radiosa Romani

regia
Pietro de Silva

L'occasione è un compleanno. Il luogo, un ristorante. Le protagoniste, cinque donne tanto diverse e allo stesso tempo tanto simili.
Fuori, la città su fare del tramonto.
Appena entrati in sala si avverte subito che ci si trova di fronte ad una pièce particolare. Lo spazio scenico appare dilatato rispetto al solito. La scena esce dal palco e si espande nella platea. Il pubblico sistemato in un angolo della sala, è comunque parte della messa in scena. Siamo nel ristorante "da Enzo e Marcella". C'è stato un black-out e Marcella, la stravagante proprietaria, sta ultimando la preparazione dei tavoli a lume di candela. L'atmosfera è intima, raccolta e piacevole. Di lì a poco arriveranno Antigone e le sue amiche e inizierà una cena surreale, ironica e divertente con un via vai di piatti vuoti e dialoghi di semplice quotidianità oscillanti, di volta in volta, dall'amore al luogo comune, dalla confidenza alla delusione, dalla commozione al cinismo.
Mentre fuori il tempo sta cambiando, le protagoniste raccontano se stesse ma soprattutto raccontano un universo femminile sfaccettato ed universale. Il rapporto conflittuale con la figura materna, quello fallimentare con l'uomo sbagliato, i timori legati alla maternità, le nevrosi e le insicurezze da scarsa autostima, la stanchezza e lo svuotato disincanto sono le realtà di una e di tutte. Cinque storie diverse, insomma, ma vissute con lo stesso cuore di donna.
Le parole, insieme al tempo si consumano e le amiche, ignare, non si accorgono che, fuori, la tempesta sta seminando distruzione. C'è ancora tempo per il dolce, unica portata reale di tutta la cena, simbolo forse della dolcezza, che nonostante tutto, le donne sanno cogliere in ogni vicissitudine della vita. Alla fine, però, in un epilogo sorprendente ed inquietante, al momento di uscire, le amiche si accorgono che ormai il "fuori" è distrutto, non esiste più. Non si potrà far altro che rimanere lì, insieme, perché alla fine, così ci piace pensare, tutto quello che c'è e che conta, resta nel cuore delle donne.
Il testo di Jessica Bonanni, al suo esordio come autrice teatrale, è una sorpresa fin dalle prime battute. E' come una strana, affascinante poesia letta a lume di candela con un sottofondo musicale tenero e romantico.
Simboli e metafore accompagnano la narrazione, battute divertenti e dissacranti spezzano tensioni e situazioni patetiche.
Il commento musicale di Radiosa Romani sottolinea i dialoghi con passaggi via via suggestivi, delicati, briosi, poetici che rievocano sognanti atmosfere di romantici film francesi.
Piacevole la regia di Pietro De Silva che orchestra un felice alternarsi di ritmi, quasi a voler seguire quelli altalenanti del cuore delle cinque protagoniste interpretate con convinzione e sentimento da un cast di attrici di lunga esperienza, tutte molto brave tra le quali spiccano per intensità Maude Bonanni nella parte dell'amica francese e Maria Teresa Pintus nella parte di Antigone.
E' un atto unico leggero e divertente, un po' commedia, un po' dramma e un po' poesia. Il pubblico apprezza ed applaude con calore. E' una pièce d'esordio e se il buongiorno si vede dal mattino…
(Ilda Ippoliti)

TeatroLoSpazio.it
Via Locri, 42
(traversa di Via Sannio) 00183 Roma
06 77076486 392 9583409
info@teatrolospazio.it

venerdì 10 aprile 2009

OpificioTrame ospite del Teatro Vascello di Roma


Compagnia milanese ospite per la prima volta del territorio romano al Teatro Vascello, teatro stabile di innovazione dal 21 al 26 aprile 2009.

"Resistenze" è lo spettacolo che ha permesso alla coreografa Federicapaola Capecchi di essere selezionata per il progetto internazionale Choreographic Collision part 1 e di debuttare, part 2, a giugno 2008, alla 6° Biennale Internazionale di Danza Contemporanea di Venezia (Direzione artistica di Ismael Ivo), con una creazione originale sul tema “Beauty. Art is beautiful!”, all'interno della piattaforma "Giovani coreografi italiani”.

Lo spettacolo, a novembre 2008, ha ricevuto il Premio Nazionale La Torretta "destinato a tutti coloro che con il loro lavoro contribuiscono all'esaltazione dell'arte, della cultura, della solidarietà e ad elevarne i contenuti".

LO SPETTACOLO
Resistenze è emblematico della ricerca che Federicapaola Capecchi porta avanti da anni, un teatrodanza in cui parola, musica, corpo e coreografia s'innestano l'una sull'altra divenendo in scena un unicum indivisibile, evocativo e propositivo.
Si susseguono parole, respiri, la mappa delle emozioni dei danzatori-attori che si aprono ad un'espressione in cui il corpo è riflessione e poesia, fonte di continue risorse in un permanente alternarsi tra realtà e desiderio, tra sogno e vita, divertimento. Corpi che si raccontano, confidano pensieri ed affetti che, per quanto unici e personali, alla fine riguardano tutti, perché nulla ci è estraneo. Confidenze strutturalemente essenziali ed emotivamente sferzanti, che colpiscono per purezza ed omogeneità. Così come i gesti. Su tutto, parole, danza, gesti un linguaggio vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza automatismi né artifici tecnicistici. Esprimono il massimo della forza e della fragilità. Sembrano a volte sculture che sfiorano il piano dell'effimero, sospese in maniera inesorabile sulla scena. Tutto avvolto in un alone di serenità e confidenza. Punto di partenza, i rapporti tra gli individui, la dimensione dei rapporti tra gli uomini, da ciascuno sviluppata in modo soggettivo, secondo le proprie esperienze, anche e soprattutto le più intime. Le musiche sono originali, composte da Maurizio Corbella, che è sul palco con una strumentazione limitata ad una chitarra elettrica, voce ed effetti analogici. Le musiche seguono un canovaccio ma sono largamente influenzate in maniera estemporanea dalla performance dei danzatori. Così facendo si ha uno spettacolo mai uguale, in cui l'improvvisazione gioca un ruolo fondamentale.

Le musiche sono pensate al totale servizio della danza e lavorano soprattutto in modo evocativo, portando a galla il sottotesto, di volta in volta ironico, alienato, doloroso o dolce delle coreografie. I testi sono di Riccardo Walchhutter.

Coreografia e Regia: Federicapaola Capecchi | Testi e drammaturgia: Riccardo Walchhutter | Musiche originali e canto: Maurizio Corbella

Con: Riki Bonsignore, Federicapaola Capecchi, Arianna Cavallo, Maurizio Corbella, Elisa Garbarini, Yuri La Cava
durata: 60 minuti

La necessità e le resistenze dei rapporti umani. La necessità e le resistenze dell'amare, del volere qualcuno accanto a noi, in modo forte. Si susseguono parole, respiri, la mappa delle emozioni dei danzatori-attori che si aprono ad un'espressione in cui il corpo è riflessione e poesia, fonte di continue risorse in un permanente alternarsi tra realtà e desiderio, tra sogno e vita, divertimento. Corpi che si raccontano, confidano pensieri ed affetti che, per quanto unici e personali, alla fine riguardano tutti, perché nulla ci è estraneo. Esprimono il massimo della forza e della fragilità. Sembrano a volte sculture che sfiorano il piano dell'effimero, sospese in maniera inesorabile sulla scena. Il flusso di energia che circola tra i corpi che ora si sfiorano, ora si toccano, ora si abbandonano, viene sempre bruscamente interrotto. La perdita di una persona importante, cui questo lavoro è dedicato, non è sulla scena in quanto storia, perché personale, intima, privata, riservata. Ma ci sono le riflessioni e le emozioni che questa esperienza di rapporto umano ha prodotto. Perché circoli un po' d'amore, ognuno come vorrà. A Eu

Teatro Vascello, Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio sopra a Trastevere, Roma | tel +39 06 5881021 - 06 5898031 - fax 06 5816623 botteghino@teatrovascello.it | www.teatrovascello.it |

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