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Cinema e Teatro

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martedì 30 ottobre 2012

Otello al Teatro Quirino

30 ottobre.11 novembre

Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna

in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

OTELLO

di William Shakespeare

traduzione adattamento regia Nanni Garella

con Massimo Dapporto Maurizio Donadoni

Angelica Leo Federica Fabiani Gabriele Tesauri Massimo Nicolini Matteo Alì

scene Antonio Fiorentino  

luci Gigi Saccomandi

costumi Claudia Pernigotti  

 

 

Appunti di drammaturgia per Otello

di Nanni Garella

 

Un avamposto militare in un territorio di occupazione, la Repubblica veneta contro i Turchi, occidente contro oriente: una storia già vista, che ritorna e costruisce nella mente un immaginario di guerre, purtroppo, vicine e devastanti. La fibra morale di un mondo, quello occidentale, messo a dura prova dalla crudezza dello scontro, con l'inevitabile ripercussione sulle vicende private dei protagonisti: di quelli nobili e virtuosi, come di quelli meschini e malvagi.

 

Nell'Otello di Shakespeare, alla fine, perdono tutti, i nobili e i malvagi: Desdemona, Emilia, Roderigo assassinati, Otello suicida, Iago travolto dai suoi stessi inganni e dalle sue trame scellerate. Tutti fanno scelte sbagliate. Il mondo non ritrova il suo equilibrio, dopo l'atto estremo di Otello e il sacrificio di sua moglie: come dopo un'eclissi di sole e di luna - stralcio simbolico di una immagine barocca - l'uomo resta sotto un cielo vuoto.

 

Se si spegnessero il sole e la luna,

insieme, in un buio eclisse...

se la terra tremando si squarciasse... (Otello, V, 2)

 

Otello, come Lear e Macbeth, è sceso nell'abisso, è giunto sino in fondo, ha vissuto l'esperienza umana della gelosia fino all'estremo. Shakespeare è l'unico autore, dopo i greci, che riesce a darci tragedie vere; e Otello, nella storia teatrale, è una delle poche vicende pienamente conosciute dal pubblico, soprattutto dall'epoca romantica in poi. Il pubblico del nostro tempo è abituato a sentire i nomi, così stravaganti e improbabili, di Iago, Desdemona, Otello, a legare ad essi un racconto di gelosia e di sangue e a restare avvinto dalle passioni che muovono i destini di quei personaggi. Ma, conoscendo l'esito tragico della storia, lo spettatore contemporaneo continua a interrogarsi sulla fragilità della natura umana.

 

Otello, una volta scrostato dai depositi romantici e naturalistici, è un grande dibattito, profondo e appassionante, sulla natura umana: per Otello il mondo è bello, gli uomini sono nobili, e giustificano la loro esistenza nella lealtà e nell'amore; per Iago il mondo è abietto e volgare e gli uomini sono come animali, carogne che si divorano l'un l'altro; da un lato un'idea del mondo e della natura umana che volge lo sguardo alla convivenza, alla bellezza e all'armonia; dall'altro la totale assenza, machiavellica, di ideologia, il pragmatismo empirico più spregiudicato.

 

Nessuno ha la meglio, alla fine. In realtà, il mondo somiglia molto di più a come lo immagina Iago, ma anch'egli ne è travolto, come Riccardo III. Cosa resta, dopo gli assassini, i suicidi, il crollo della fiducia, della fedeltà e dell'amore? Probabilmente solo la notte buia, il cupo abisso in cui precipita a volte la mente umana. L'accesso di follia distruttiva e autodistruttiva, omicida e suicida, di Otello, nutrita dalla menzogna e dall'infamia di Iago; e la dissoluzione di un mondo di valori, come famiglia, patria, amore, lealtà, coerenza morale.

 

 

 

 

E resta solo un linguaggio sfasato e incerto, sconnesso, schizoide. L'unica vittoria di Iago consiste nel distruggere la poesia, l'eroismo, la grandezza del generale Otello, infrangendo le sue certezze di linguaggio, spingendolo all'afasia, al balbettio, in una sorta di eloquio spezzato che somiglia tanto al monologo interiore della letteratura moderna - di Joyce, di Beckett.

 

A letto con lei... sopra di lei! Si dice "a letto con lei" quando qualcuno si scopa una donna... A letto con lei... che schifo! Il fazzoletto... deve confessare... il fazzoletto! Farlo confessare... e poi impiccarlo per quello che fatto. No, prima impiccarlo, e poi farlo confessare! Sto tremando, lo vedi? Tremando dalla rabbia... una rabbia nera... Non sono le parole che mi fanno tremare. Puh! Che schifo: i nasi, le orecchie, le labbra... Non è possibile... Confessa!... Il fazzoletto!... Demonio!... (Otello, IV, 1)

 

Corpi, labbra, amplessi immondi, schifosi sono le uniche immagini residue del bel mondo eroico di Otello, sono la vittoria del pragmatismo di Iago, ma sono anche lo sprofondamento dell'uomo nel mondo dell'ombra, dove la nobiltà d'animo si trasforma in scelleratezza, il coraggio in codardia; dove la tolleranza lascia rapidamente il posto al pregiudizio razziale più osceno.

 

Otello è la notte. Un'immensa figura fatale. La notte è innamorata del giorno. L'africano adora la bianca. E' grande, è augusto, è maestoso, ha al suo seguito il coraggio, la battaglia, la fanfara, la bandiera, la fama, la gloria, è Otello; ma è nero. E allora come fa in fretta l'eroe geloso a trasformarsi in mostro! Il nero diventa negro. Con quanta rapidità la notte ha fatto segno alla morte! (Victor Hugo, William Shakespeare).

 

 

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Arena del Sole – Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna

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dal martedì al sabato ore 20.45 
giovedì 1 mercoledì 7 e sabato 10 novembre ore 16.45 
tutte le domeniche ore 16.45 

 

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botteghino 06/6794585

numero verde 800013616

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